Sul nome di Silvi due opinioni dividono gli storici, la prima vuole il
nome derivare da Silvae, per l’abbondanza dei boschi e la seconda
dal nome del Dio Silvano, antico nome delle foreste.
Nasce come piccolo borgo collinare protetto da mura per difendersi
dalle invasioni provenienti dal mare. Troppo piccolo per una storia
antica propria seguì nel bene e nel male le vicende della vicina Atri.
Questa antica città conobbe il predominio di Roma, di cui fu fedele
alleata mentre Silvi fu sempre feudo di Atri. Insieme conobbero il
dominio dei tanti invasori nel Medio Evo. Fu Silvi sentinella di Atri
per lunghi secoli e la Torre di Cerrano fortifi cata sulla spiaggia
fu l’avamposto dotato di presidio militare permanente. Soffrì le
frequenti invasioni dei corsari turchi che sbarcavano di notte sulla
costa e risalivano la collina depredando e catturando i poveri abitanti
che fi nivano in schiavitù. Alla fi ne del XV secolo la popolazione di
Silvi era ridotta a pochi residenti e allora il Re Ferdinando il Cattolico
pensò di rinsanguare e ripopolare il paese con l’immagrazione di
molte famiglie cristiane, albanesi fuggiti dalle loro terre invase dalle
orde musulmane. Solo con l’arrivo di Napoleone Buonaparte, che
abolì i privilegi feudali (agosto 1806) cessò la sudditanza di Silvi che
ebbe, da allora, il suo primo sindaco. Ancora pochi decenni e sulle
colline prospicienti il mare nascono le ville estive dei possidenti
terrieri di Atri. Contemporaneamente appaiono sulla spiaggia le
prime rustiche casette dei pescatori che abbandonano le antiche
dimore nel paese collinare, trecento metri circa sul livello del
mare. E’ il primo nucleo che si costituisce sulla spiaggia e che si
svilupperà vieppiù negli anni seguenti.